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Artigianato
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Artigianato
in Veneto -
Il
vetro di murano
Murano viene riconosciuta nel tempo la patria della produzione vetraria artistica:si suppone che tale svilupo sia stato favorito dall’arte del mosaico,da secoli praticata nelle città vicine come
Ravenna, ma di fatto vi sono documenti che provano
dell’esistenza di “mastri fiolari”
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(i primi soffiatori di vetro fabbricavano fiale per uso casalingo,da qui il nome) già dall’anno mille. È sul finire del sec. XII che le fornaci si concentrano a Murano, facendo diventare l'isola il massimo centro vetrario mondiale, da dove i mercanti veneziani iniziavano i loro viaggi con oggetti di ogni forma. L'importanza assunta dalla produzione del vetro in quei tempi è testimoniata anche dal riconoscimento di titoli nobiliari concessi ai maestri vetrai di Murano. Un'altra applicazione che si sviluppò velocemente fu l'imitazione delle pietre dure e del cristallo seguita dalla specialità, forse invenzione dei Veneziani, di produrre lenti per occhiali (inizi del XIV secolo). La lavorazione del vetro a murano tocca nel '500 il suo massimo splendore. Nel Rinascimento trova fortuna la decorazione dipinta a freddo e la creazione di specchi, in sostituzione di quelli metallici in uso fino ad allora. L'età barocca portò poi il gusto per l’espressione in lavorazioni con forme più strane e fantasiose.
Come allora, il vetro viene prodotto dalla composizione di
sabbia e silice,trasformandosi
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in liquido ad una temperatura di circa 1700 gradi
centigradi,per recuperare compattezza intorno ai 500 gradi. Per ritardare il processo di solidificazione,si usano dei componenti aggiuntivi detti fondenti,tra i quali la soda,che in composizione ottimale permette al mastro vetraio di
trovare le condizioni ottimali per la realizzazione dell'oggetto,
che avviene eslusivamente a mano grazie all'esperienza
tramandata da generazioni.
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