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Alberobello
(Puglia)
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Alberobello, si pensa sia stata fondata nel XV secolo dagli Acquaviva, conti di Conversano,
ma la citta' ebbe sicuramente la sua vera realizzazione urbanistica con l'avvio dell'edificazione dei caratteristici Trulli (per i quali Alberobello e' famosa in tutto il mondo)
ad opera del conte Giangirolamo II,detto Il Guercio di Puglia,a partire dal 1635 .Lo stesso
infatti, voleva fare della zona un feudo tutto suo, indipendente dalla corte di Napoli, e per
questo motivo incitò i contadini e le loro famiglie a stabilirsi per
coltivare le terre. Ma quando un editto
impose la regia autorizzazione su ogni costruzione, (un
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balzello su ogni
edificazione in muratura) il conte Giangirolamo II, impose ai contadini la
costruzione delle proprie abitazioni con l'impiego di pietre a secco e
l' assoluto divieto dell'utilizzo di malta. Così facendo, in caso di ispezioni governative al territorio, i trulli potevano essere demoliti in brevissimo tempo,senza lasciare traccia.
La Zona monumentale comprende i rioni Monti e Aia Piccola, interamente composti da trulli , uniti a gruppi e allineati lungo viuzze scoscese e
tortuose che salgono la collina. Sull'alto del rione Monti, si trova la moderna chiesa di S. Antonio,
costruita a forma di Trullo. L'esemplare piu' alto di trullo e' il
cosidetto Trullo Sovrano,l'unico trullo a due piani,
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che si trova in una piazzetta dietro la
Chiesa Madre,nel rione Aia. Generalmente i trulli presentano un vano principale, comunicante a mezzo di arcate con la cucina
e la camera:il resto della famiglia trovava posto nel soppalco creato
nella parte inferiore del tetto. Costruzioni interamente
autosufficienti, erano provvisti anche di un pozzo dove venivano
raccolte le acque piovane convogliate dal tetto. Freschi d'estate e
caldi d'inverno,grazie alla tipologia di costruzione a secco: sia i muri sia il cono di copertura sono innalzati senza legami se non le schegge
di calcare: così tra un tassello
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e l'altro si forma una camera d'aria che assorbe gli sbalzi
di temperatura e la mantiene costante. Il tetto viene costruito senza alcuna intelaiatura, solamente con le
pietre posate a mensola una sull'altra in cerchi sempre più stretti fino all'imbuto
finale,poi chiusa dal pinnacolo,elemento decorativo posto sulla
sommità del tetto,che solitamente indicava la firma del maestro
trullaro.I tetti riportano ancora oggi i simboli dipinti a calce sul cono.
Questi sono legati a diverse tradizioni di origine magico-pagana o
cristiana ,e venivano tinteggiati sulle cupole dei trulli per
scacciare il malocchio o come augurio di buona fortuna e
prosperità agli abitanti degli stessi.
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Riferimenti
utili
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ASSESSORATO E UFFICIO TURISMO
Piazza Ferdinando IV, 4 – Tel. 0804325171
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Agriturismo
Bari
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