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La
Piadina Romagnola
La piadina romagnola, la più classica delle specialità
romagnole, ha origine come alimento povero dei contadini:costituita da un
semplice impasto massoso, dava una maggiore sensazione di
sazietà,e quindi trovava una valida alternativa al pane, se
non addirittura al pasto principale. Nel corso degli
anni la composizione dell'impasto è stata leggermente
modificata, anche in base alle tradizioni e alla cultura di
ogni città della Romagna, inserendosi nella cucina
tradizionale Romagnola fra i prodotti tipici gastronomici e
acquistando fama a livello internazionale. La
preparazione è molto semplice, si basa su un'impasto privo
di lievito:farina, strutto,sale,acqua. A seconda delle
tradizioni, può essere aggiunto del latte, dell'olio di
oliva o del bicarbonato,per rendere la pasta più friabile e
soffice. L'impasto così ottenuto,viene suddiviso in piccole
parti per essere stese con il matterello fino a ottenere
delle "ruote" spesse mezzo centimetro e di circa
25 cm di diametro. Queste vengono cotte su piastre circolari
metalliche, avendo cura di rigirarla spesso perchè non
bruci. Una variante alla piadina è il crescione,anche detto
cassone,una sorta di piadina ripiegata e farcita: l'impasto
è il medesimo,si stende per un diametro di circa 30 cm,
farcito con vari alimenti e poi cotto. Non esiste
limite alla fantasia nel farcire il crescione,tanto
che ogni anno, con varie manifestazioni,vengono premiate le
più creative "piadaiole" . La piadina oramai si
trova in ogni angolo della strade romagnole,con i suoi
caratteristici chioschi:dove non ce ne sono, non è Romagna.
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