Con l’arrivo delle ondate di calore aumenta il ricorso a condizionatori, ventilatori e altri apparecchi elettrici, mettendo sotto pressione le reti di distribuzione. In alcune zone d’Italia questo si traduce in interruzioni di corrente che possono durare diverse ore, creando disagi nelle abitazioni e danni economici ad attività commerciali, ristoranti e strutture ricettive.

Quello che molti consumatori non sanno è che, quando il blackout supera determinate soglie temporali, può scattare un indennizzo automatico direttamente in bolletta, senza bisogno di presentare alcuna domanda.
Le regole sono stabilite dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, attraverso il Testo Integrato della Qualità del Servizio Elettrico (TIQE).
Dopo quante ore scatta il rimborso
L’indennizzo non viene riconosciuto per qualsiasi interruzione di corrente.
La normativa prevede infatti tempi massimi entro cui il distributore deve ripristinare il servizio.
Nei Comuni con oltre 5.000 abitanti il rimborso scatta quando il blackout supera le 8 ore consecutive.
Nei Comuni con meno di 5.000 residenti la soglia sale invece a 12 ore consecutive.
Una particolarità importante riguarda le interruzioni ravvicinate. Se la corrente torna per meno di un’ora e poi viene nuovamente interrotta, i due episodi vengono considerati come un unico blackout ai fini del calcolo dell’indennizzo.
In questo modo si evita che brevi ripristini temporanei interrompano il conteggio delle ore.
Quanto spetta alle famiglie
Per i clienti domestici serviti in bassa tensione è previsto un indennizzo base di 34,50 euro.
Se il blackout continua oltre la soglia prevista, l’importo aumenta progressivamente.
Per ogni ulteriore blocco di quattro ore viene infatti aggiunta una somma pari a 17,25 euro.
Più a lungo dura l’interruzione, maggiore sarà quindi il rimborso riconosciuto al consumatore.
La normativa prevede un limite massimo di calcolo che può arrivare fino a 240 ore complessive di interruzione.
Attività commerciali e imprese
Per le utenze non domestiche gli importi possono essere più elevati.
Negozi, bar, ristoranti, alberghi e altre attività economiche possono infatti subire conseguenze particolarmente pesanti da un blackout prolungato, soprattutto durante i mesi estivi.
La regolazione dell’ARERA riconosce questa differenza prevedendo indennizzi più consistenti per alcune categorie di utenze in media tensione.
Non serve fare alcuna richiesta
Uno degli aspetti più favorevoli per i consumatori riguarda la modalità di erogazione.
L’indennizzo viene infatti riconosciuto automaticamente.
Non è necessario compilare moduli, inviare reclami o presentare domande specifiche.
Una volta verificato il superamento dei limiti previsti, il distributore comunica l’importo dovuto al venditore di energia, che lo accredita direttamente nella prima bolletta utile.
Per questo motivo è sempre consigliabile controllare con attenzione le fatture successive a un’interruzione particolarmente lunga.
Rimborso e risarcimento non sono la stessa cosa
Molti utenti tendono a confondere l’indennizzo automatico con il risarcimento dei danni.
Si tratta però di due strumenti completamente diversi.
L’indennizzo riconosciuto dall’ARERA serve a compensare il disagio causato dall’interruzione del servizio ed è uguale per tutti coloro che si trovano nella stessa situazione.
Il risarcimento riguarda invece eventuali danni materiali subiti a causa del blackout.
Quando si può chiedere un risarcimento
Se un’interruzione provoca la perdita di alimenti conservati nel frigorifero, il danneggiamento di elettrodomestici o problemi alle apparecchiature di un’attività commerciale, il consumatore può valutare una richiesta di risarcimento.
In questo caso, però, non esiste alcun automatismo.
È necessario documentare il danno, conservare prove e dimostrare il collegamento tra il blackout e il pregiudizio subito.
L’eventuale richiesta deve essere presentata al distributore e, nei casi più complessi, potrebbe essere necessario ricorrere agli strumenti di conciliazione o alle vie legali.
Le richieste delle associazioni dei consumatori
Le recenti ondate di calore e i blackout registrati in diverse città italiane hanno riacceso il dibattito sulla tenuta delle infrastrutture energetiche.
Assoutenti ha chiesto l’apertura di un tavolo tecnico con ARERA, distributori, fornitori e rappresentanti delle categorie economiche per individuare soluzioni in grado di migliorare la continuità del servizio durante i mesi più critici.
Tra le proposte avanzate figurano anche meccanismi di tutela economica più incisivi per cittadini e imprese colpiti dalle interruzioni prolungate.
Cosa fare se manca la corrente per molte ore
In caso di blackout prolungato è utile annotare l’orario di inizio e di fine dell’interruzione, verificare eventuali comunicazioni del distributore e conservare documentazione relativa a possibili danni subiti.
Per l’indennizzo automatico non occorre presentare alcuna richiesta, ma monitorare le bollette successive può essere utile per verificare che l’accredito sia stato effettivamente riconosciuto.
Con le estati sempre più calde e i consumi energetici in costante crescita, conoscere i propri diritti può fare la differenza quando un semplice blackout si trasforma in un problema che dura molte ore.


