Gelati confezionati sempre più cari: alcuni costano fino al 75% in più rispetto a cinque anni fa

Mangiare un gelato confezionato è uno dei piccoli piaceri dell’estate, ma negli ultimi anni questo sfizio è diventato decisamente più costoso. Lo hanno notato molti consumatori davanti ai freezer dei supermercati e ora una nuova indagine di Altroconsumo conferma la sensazione: i prezzi di coni, biscotti gelato e stecchi sono aumentati in modo significativo, ben oltre l’inflazione registrata nel settore alimentare.

Secondo l’associazione dei consumatori, negli ultimi cinque anni il prezzo medio dei principali gelati confezionati è cresciuto del 39,6%. In alcuni casi, però, gli aumenti sono stati molto più pesanti e hanno raggiunto livelli che stanno facendo discutere.

I rincari più pesanti

L’indagine ha preso in esame numerosi prodotti presenti nella grande distribuzione, confrontando i prezzi attuali con quelli del 2021.

A guidare la classifica degli aumenti è il gelato Nuii Ice Cream Adventure, che registra un rincaro del 75% al chilo. Seguono il Cornetto Algida con un aumento del 59% e alcuni stecchi ricoperti venduti da Eurospin, che hanno registrato incrementi vicini al 50%.

Anche prodotti molto popolari come Maxibon, Cinque Stelle Sammontana e Gruvi Sammontana hanno subito aumenti superiori al 40%.

Più contenuti, ma comunque rilevanti, risultano invece i rincari di alcuni prodotti a marchio della grande distribuzione e delle alternative vegetali, che hanno registrato aumenti compresi tra il 10% e il 30%.

Non è solo colpa della shrinkflation

Quando si parla di aumenti dei prezzi, molti consumatori pensano immediatamente alla cosiddetta shrinkflation, il fenomeno per cui le confezioni diventano più piccole mentre il prezzo rimane invariato o addirittura aumenta.

L’indagine evidenzia però che questa spiegazione non basta a giustificare tutti i rincari.

Il caso più evidente è proprio quello del Nuii, che ha registrato il maggiore aumento pur mantenendo lo stesso peso. Questo suggerisce che, oltre alla riduzione delle porzioni, abbiano inciso altri fattori legati ai costi di produzione e alle strategie commerciali delle aziende.

In alcuni casi, tuttavia, la shrinkflation è stata effettivamente applicata.

Gelati più piccoli e più costosi

Alcuni prodotti iconici hanno visto diminuire il proprio peso nel corso degli anni.

Il Magnum Classic è passato da 79 a 75 grammi, la Coppa del Nonno da 72 a 65 grammi e il Maxibon da 102 a 96 grammi.

Il risultato è un doppio effetto per il consumatore: porzioni più piccole e prezzi più elevati.

Secondo i dati raccolti da Altroconsumo, il prezzo per singola porzione è aumentato del 43% per il Maxibon, del 26% per il Magnum Classic e del 25% per la Coppa del Nonno. Se si considera il prezzo al chilo, gli incrementi risultano ancora più marcati.

Perché i prezzi continuano a salire

Dietro ai rincari ci sono diversi fattori.

Tra il 2022 e il 2023 l’industria alimentare ha dovuto affrontare un forte aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti. Anche il settore dei gelati è stato colpito da questi fenomeni.

Un ruolo importante è stato giocato dal prezzo del cacao, che negli ultimi anni ha registrato aumenti record sui mercati internazionali. A ciò si aggiungono i costi della catena del freddo, particolarmente rilevanti per un prodotto che deve essere conservato e trasportato a temperature molto basse.

Secondo Altroconsumo, però, alcune differenze tra prodotti simili appaiono difficili da spiegare esclusivamente con l’aumento dei costi produttivi.

Sono cambiate anche le ricette

In alcuni casi le aziende hanno modificato le formulazioni per contenere le spese di produzione.

Alcuni ingredienti più costosi sono stati sostituiti con alternative meno onerose. Tra gli esempi citati figurano sostituzioni del burro con grassi vegetali come l’olio o il grasso di cocco.

Queste modifiche, tuttavia, non sembrano aver portato miglioramenti significativi dal punto di vista nutrizionale. Le calorie e il contenuto complessivo di grassi sono rimasti generalmente simili a quelli dei prodotti commercializzati alcuni anni fa.

Come risparmiare davvero

Per i consumatori orientarsi tra confezioni sempre più diverse non è semplice.

Il consiglio degli esperti è quello di non fermarsi al prezzo esposto sullo scaffale, ma di controllare sempre il costo al chilogrammo riportato sull’etichetta.

Questo parametro permette di confrontare correttamente prodotti con pesi differenti e di individuare le offerte realmente convenienti.

L’esempio riportato da Altroconsumo riguarda il Cornetto Algida: una confezione può sembrare più vantaggiosa a prima vista, ma risultare in realtà più costosa se si considera il prezzo rapportato alla quantità effettiva di prodotto.

Un’estate più cara anche per il gelato

L’indagine conferma una tendenza che molti italiani avevano già percepito: il gelato confezionato è diventato uno dei prodotti che hanno registrato gli aumenti più evidenti negli ultimi anni.

Tra rincari delle materie prime, costi energetici, modifiche delle confezioni e riduzione delle porzioni, il risultato è che oggi per concedersi uno dei simboli dell’estate si spende molto di più rispetto a pochi anni fa.

E per chi vuole continuare a gustare coni, stecchi e biscotti gelato senza svuotare il portafoglio, confrontare attentamente il prezzo al chilo è diventato ormai quasi indispensabile.