Stick+solari+promossi+dagli+esperti%2C+ma+c%26%238217%3B%C3%A8+un+problema%3A+costano+fino+a+10+volte+pi%C3%B9+delle+creme
agriitaliait
/news/stick-solari-promossi-dagli-esperti-ma-ce-un-problema-costano-fino-a-10-volte-piu-delle-creme-93/amp/
News

Stick solari promossi dagli esperti, ma c’è un problema: costano fino a 10 volte più delle creme

Pratici, tascabili e facili da usare. Gli stick solari sono diventati uno degli accessori più popolari dell’estate, soprattutto tra chi cerca una soluzione veloce per ritoccare la protezione durante una giornata al mare, in montagna o in città.

La loro comodità è indiscutibile: occupano poco spazio, si applicano senza sporcarsi le mani e permettono di proteggere con precisione zone particolarmente delicate come naso, orecchie, labbra, cicatrici, nei e tatuaggi.

Ma un recente test della rivista francese 60 Millions de Consommateurs ha evidenziato una realtà che molti consumatori ignorano: gli stick solari possono costare dalle cinque alle dieci volte più di una tradizionale crema solare e non dovrebbero mai essere considerati un sostituto della protezione classica.

Il test su 10 stick solari

L’indagine ha analizzato dieci prodotti molto diffusi sul mercato europeo, valutandone sia la composizione sia l’impatto ambientale attraverso il Cosméto’Score, un sistema che assegna un giudizio separato per salute e ambiente.

Le buone notizie non mancano.

Otto prodotti su dieci hanno ottenuto la valutazione massima, la classe A, grazie a formulazioni considerate sicure e prive di alcune sostanze particolarmente controverse.

Secondo il test, gli stick esaminati non contengono parabeni, ftalati né alcuni filtri UV che negli ultimi anni sono stati oggetto di discussione per possibili effetti sulla salute o sugli ecosistemi marini.

Solo due prodotti, quelli di Nivea e Uriage, si sono fermati alla classe B.

Protezione elevata contro i raggi UV

Tutti gli stick analizzati dichiarano una protezione SPF 50 o SPF 50+, il livello più elevato normalmente disponibile per i prodotti solari.

Questo significa una buona difesa contro i raggi UVB, responsabili delle scottature, e una protezione importante anche contro i raggi UVA, associati all’invecchiamento cutaneo e all’aumento del rischio di tumori della pelle.

Alcuni prodotti riportano inoltre la classificazione PA++++, molto utilizzata nei mercati asiatici per indicare una protezione UVA particolarmente elevata.

Il problema che pochi conoscono

L’aspetto più interessante emerso dall’indagine riguarda però il modo in cui vengono utilizzati.

Molti consumatori passano lo stick una sola volta sulla pelle e pensano di aver raggiunto la protezione indicata sull’etichetta.

In realtà, secondo i test effettuati, per ottenere davvero un livello di protezione SPF 50 sono necessari da tre a quattro passaggi sulla stessa zona del corpo.

Un solo gesto non deposita una quantità sufficiente di prodotto e può quindi offrire una protezione inferiore rispetto a quella dichiarata.

Questo rischio è particolarmente importante durante le giornate di forte esposizione al sole, quando una falsa sensazione di sicurezza può favorire scottature e danni cutanei.

Gli stick non sostituiscono la crema

Gli esperti sono concordi su un punto: gli stick devono essere considerati prodotti complementari.

Le confezioni contengono generalmente quantità comprese tra 9 e 20 grammi e non sono pensate per coprire in modo uniforme tutto il corpo.

La loro funzione ideale è quella di integrare la crema solare tradizionale, consentendo ritocchi rapidi nelle zone più esposte.

Per bambini e adolescenti, in particolare, dermatologi e specialisti continuano a raccomandare l’utilizzo di creme solari applicate generosamente su tutta la superficie corporea.

Il prezzo è il vero punto debole

Se dal punto di vista delle formulazioni il giudizio è generalmente positivo, il costo rappresenta il principale limite.

Analizzando il prezzo al chilogrammo, emerge una differenza enorme rispetto alle classiche creme solari.

Alcuni stick superano abbondantemente i 1.500 euro al chilogrammo. Tra i prodotti più costosi figurano La Roche-Posay Anthelios Stick Vitaminato e Vichy Capital Sun UV Aqua, che raggiungono rispettivamente circa 1.630 e 1.554 euro al chilo.

Anche i prodotti più economici restano comunque su livelli molto elevati, spesso superiori a 600 euro al chilogrammo.

Si tratta di cifre che possono risultare fino a dieci volte più alte rispetto a quelle delle tradizionali protezioni solari in crema.

Quali sono risultati i migliori

Tra gli stick che hanno ottenuto il massimo punteggio per salute e ambiente figurano prodotti come Caudalie Vinosun Protect Invisible, La Roche-Posay Anthelios Stick Vitaminato, La Rosée Stick all’olio di albicocca bio, Vichy Capital Sun UV Aqua e Typology Invisible L53.

Anche Avène, Bioderma e Laboratoires de Biarritz hanno ottenuto ottime valutazioni complessive, pur con un giudizio ambientale leggermente inferiore.

Vale la pena comprarli?

La risposta dipende dall’utilizzo che se ne vuole fare.

Per chi cerca uno strumento pratico da portare sempre con sé e da utilizzare per ritocchi veloci su viso, naso, labbra o tatuaggi, gli stick rappresentano una soluzione molto comoda e generalmente sicura.

Se invece l’obiettivo è proteggere tutto il corpo durante una giornata al mare o in piscina, la crema solare tradizionale resta la scelta più efficace ed economica.

Gli stick possono quindi essere considerati un valido alleato contro i raggi UV, purché vengano utilizzati nel modo corretto e senza dimenticare che, da soli, non bastano a sostituire una protezione completa.

Francesco Baglio

Recent Posts

Blackout estivi: quando scatta il rimborso automatico in bolletta e quanto puoi ricevere

Con l'arrivo delle ondate di calore aumenta il ricorso a condizionatori, ventilatori e altri apparecchi…

6 ore ago

C’è un sistema per salvare cani e gatti che si sono nascosti sotto l’auto: mai più tragedie e investiment

Un gatto che cerca riparo all'ombra dell'auto nelle giornate più calde, un cane randagio che…

20 ore ago

Tuo figlio minorenne deve fare la dichiarazione dei redditi? I casi in cui il Fisco può chiedere un adempimento

Molti genitori sono convinti che i figli minorenni siano automaticamente esclusi dagli obblighi fiscali. In…

22 ore ago

Pensioni 2027, cambia tutto: età pensionabile più alta e meno uscite anticipate, cosa potrebbe succedere

Il sistema pensionistico italiano si prepara a una nuova fase di cambiamento. Le proiezioni per…

1 giorno ago

Multe stradali, arriva il Portale Sanzioni Amministrative: cosa si può fare online e come funziona

Gestire una multa senza moduli cartacei, PEC o file agli sportelli potrebbe presto diventare la…

1 giorno ago

Carta Dedicata a Te 2026: via libera al bonus da 500 euro per la spesa, ecco chi può riceverlo

Arriva il via libera ufficiale alla Carta Dedicata a Te 2026, una delle misure di…

2 giorni ago